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NOTIZIE BORSA
Giovedi nero per le Borse Piazza Affari perde il 3,45 per cento04-02-2010
I timori sullo stato dell'economia dei paesi dell'Eurozona, come Grecia, Spagna e Portogallo (reduce dal flop di un'asta di titoli di stato) hanno alimentato le vendite sui listini europei, che hanno chiuso la seduta in forte calo. La borsa di Madrid ha archiviato la giornata con un tonfo del 5,94% scivolando ai minimi degli ultimi sette mesi e trascinando anche gli altri listini. Sulla base dell'indice Eurostoxx 600, che ha perso oltre il 3%, l'Europa ha visto andare in fumo circa 128 miliardi di euro in termini di capitalizzazione.
Ieri il commissario Ue agli affari economici e monetari, Joaquin Almunia, aveva affermato che Spagna e Portogallo hanno «problemi comuni» con la Grecia (il cui piano di rientro dai debiti ha avuto il via libera dalla commissione Ue) oggi è stata la volta del direttore del Fmi, Dominique Strauss Kahn, che ha dichiarato che la crisi spagnola è «molto forte». Solo ieri, Deutsche Bank, nella presentazione dell'outlook 2010 sull'economia, aveva messo in allerta nei confronti della situazione debitoria di molti Stati europei, evidenziando il problema-Madrid, un Paese la cui crescita è stata costruita sulla bolla immobiliare e dove la disoccupazione è vicina al 20%. «Il vero pericolo potrebbe venire dalla Spagna, che è un Paese ben più importante della Grecia», aveva spiegato Luigi Sottile, responsabile delle gestioni patrimoniali in Italia, «se la Spagna andasse in gravi difficoltà, e qualche segnale c'è, potrebbe essere un rischio più alto per il sistema di quello che stiamo vedendo oggi con la Grecia».
Oggi gli spread sui Cds per i titoli pubblici del Portogallo - valore che fornisce l'indicazione sui costi di questi contratti di assicurazione - sono aumentati di 28 punti base, a 222 punti. Gli spread sui Cds per i titoli della Grecia sono aumentati di 9 punti base a 400 punti totali, molto vicini al picco di 421 punti toccato il mese scorso.
L'ondata di vendite non ha risparmiato nessun titolo anche se i bancari sono stati tra i più penalizzati. Nonostante la brillante trimestrale del Santanter, gli investitori rimangono molto preoccupati sullo stato di salute del sistema finanziario spagnolo e sui conti pubblici di Madrid. Moody's ha dovuto smentire oggi i rumors che il rating della Spagna sia sotto osservazione per un possibile declassamento. Tornando alla borsa di Madrid, il Santander ha perso oltre l'8%, BBVA il 7% ma forti ribassi anche per Abertis (-6%) Ferrovial con un tonfo del 10%.
A Piazza Affari una giornata che era iniziata con un tentativo di rimbalzo si è trasformata in una seduta nera. Trascinata al ribasso insieme alle altre piazze europee da Wall Street, Piazza Affari ha chiuso sui minimi con il FTSE Mib in calo del 3,45% a 21.404 punti e l'FTSE IT All Sharea -3,34% a 21.938. In crescita il controvalore degli scambi, pari oggi a quasi 3,6 miliardi di controvalore. A Lisbona l'indice Psi20 ha perso il 4,9%.A Parigi il Cac40 cede il 2,75%, il Dax30 di Francoforte perde il 2,45%, mentre a Londra il FTSE 100 archivia la seduta a -2,17%.
Wall Street è stata appesantita dal dato negativo sulla disoccupazione, con i sussidi settimanali saliti a sorpresa; i mercati europei hanno anche risentito delle parole del governatore della Bce, Jean Paul Trichet, che ha parlato di ripresa moderata e irregolare nel 2010, di «squilibri di bilancio ampi e crescenti» in molti Paesi e di disoccupazione in aumento. Invariati i tassi all'1%. Le parole del numero uno dell'Eurotower pesano sulle quotazioni dell'euro sceso sotto quota 1,38 contro il dollaro ai minimi da metà giugno.
Milano ha sofferto più del resto d'Europa per il peso del comparto bancario, condizionato dai risultati di Deutsche bank e Santander. Pesante anche Fiat, mentre prosegue il confronto con il Governo sugli incentivi. Tutti in rosso i titoli del paniere Ftse Mib, con gli energetici appesantiti dal calo del prezzo del petrolio e dai risultati negativi presentati da Shell; giù anche Telecom Italia, positiva in mattinata mentre si continua a parlare del dossier Telefonica. Male lusso, editoriali e assicurativi. Fonte: [Il Sole 24 Ore]