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ECONOMIA AZIENDE
Confindustria: tavoli con banche in ogni citta' per le Pmi05-02-2010
Un «tavolo dell'attenzione» in ogni città tra imprese e banche per aiutare le aziende ancora in difficoltà per la crisi. È la proposta della presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, lanciata in occasione del convegno "Crescere insieme alle imprese, soluzioni per il sostegno delle Pmi sul territorio", organizzato da Confindustria, Uir, Piccola industria di Confindustria e Intesa SanPaolo. I tavoli tra associazioni imprenditoriali e banche «saranno operativi tra un mese presso le nostre associazioni territoriali», ha spiegato la numero uno di viale dell'Astronomia, con il compito di «aiutare le nostre aziende a preparare business plan» lavorando per «migliorare la propria situazione avendo a fianco le banche che poi decideranno quali sono le aziende meritevoli di credito».
Emma Marcegaglia ha anche ricordato che «abbiamo davanti mesi difficili: il combinato disposto di Basilea2, l'annuncio di Basilea3 e bilanci aziendali 2009 peggiori dei precedenti rischia di far partire una profonda restrizione del credito e rischia di uccidere le imprese. Dobbiamo aiutare le imprese che hanno ancora la capacità di stare sul mercato, idee buone, business plan, ma sono in difficoltà». La leader degli industriali ha anche sottolineato che non si vogliono «salvare le aziende decotte, ma le imprese in difficoltà».
L'idea è stata accolta dal ceo di Intesa SanPaolo. «Dico sì ai tavoli dell'attenzione - ha detto il ceo, Corrado Passera - per evitare i tavoli della tensione». I tavoli dell'attenzione, ha precisato Emma Marcegaglia, dovranno aiutare le aziende che «se non aiutate potrebbero andare fuori mercato: potremo dare un ulteriore aiuto per un 2010 ancora difficile, ma di speranza e intravedere un percorso di crescita».
Emma Marcegaglia ha sottolineato che attraverso la moratoria Abi-Governo, «sono stati ritardati 7 miliardi di euro di pagamenti delle imprese. Si poteva fare di più - ha affermato - cercheremo di utilizzarlo ancora». Sul Fondo di garanzia, la leader degli industriali ha sottolineato che «ha dato maggiore attenzione alle Pmi: lo stanziamento c'é, utilizziamolo bene. Oggi le imprese ci chiedono Confidi più capitalizzati». Il Paese dovrà però evitare «di uscire dalla crisi come ci siamo entrati: l'Italia é stata infatti colpita dalla crisi quando già era in crisi, ma ha tenuto il sistema delle imprese e anche dal punto di vista della coesione sociale. Le aziende, anche in presenza di diminuzioni del fatturato del 20-30% hanno ottenuto i finanziamenti, perché il sistema bancario era più sano. Però questo non basta, non ci possiamo accontentare: noi abbiamo subito una riduzione del 10% di Pil in 10 anni». Un numero pazzesco, ha detto la leader degli industriali: «si tratta di 700 miliardi di euro di mancata ricchezza, é un'enormità. Dobbiamo avere il coraggio di ritrovare la capacità di crescere».
L'Europa può essere la risposta a tutte le iniziative che vanno prese. «Oggi si dovrebbe avere anche la possibilità di raccogliere soldi con eurobond per governare dei progetti, fare del sistema energetico una grande fase di crescita: questa palla - ha detto Marcegaglia - la prenda in mano l'Europa, cerchi di gestirla in anticipo con una grande assunzione di responsabilità bisogna evitare che ogni Paese vada per conto proprio. È l'unico modo per affrontare questo momento».
L'Unione degli industriali e delle imprese di Roma e Intesa SanPaolo, in occasione dell'incontro, hanno sottoscritto un accordo per il sostegno alle Pmi sul territorio. Intesa SanPaolo ricostituisce il plafond di 5 miliardi di euro per le Pmi a seguito dell'utilizzo di quasi 2 miliardi di euro negli scorsi mesi nell'ambito dell'accordo siglato a luglio 2009. L'accordo odierno vuole «promuovere misure volte a garantire l'afflusso di credito al sistema produttivo di Roma e provincia, mettendo a disposizione delle Pmi nuovi finanziamenti per un importo di 300 milioni di euro». Fonte: [Il Sole 24 Ore]