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MERCATI FINANZIARI
Fusione Enia - Iride via libera dei cda
16-02-2010
I consigli d'amministrazione di Iride ed Enia hanno sono pronti a ''proseguire il processo di fusione alle condizioni previste dal progetto approvato'' dalle rispettive assemblee dello scorso aprile. E' quanto si legge in due note distinte diffuse dalle utility di Torino e Parma. In particolare, la decisione arriva all'indomani della definizione degli aspetti organizzativi, relativi agli accordi di fusione, sui quali erano emerse difficoltà interpretative.

"E' mia opinione che si possa arrivare alla firma dell'atto di fusione fra Iride ed Enia prima delle rispettive assemblee in programma per fine aprile''. E' quanto ha riferito Roberto Bazzano, presidente di Iride e futuro presidente del nuovo aggregato, all'agenzia Radiocor. ''Contiamo di arrivarci presto - ha aggiunto a sua volta Andrea Viero, ad di Enia e futuro dg del nuovo gruppo - e nell'ipotesi peggiore si va al primo giugno''. Prima della firma dell'atto di fusione fra Iride ed Enia, spiega Roberto Bazzano, dovranno essere espletate le altre condizioni, soprattutto la costituzione del previsto ''patto parasociale con l'inserimento della clausola del 51% in mano pubblica'' che dovrà essere votato dagli 80 Comuni emiliani. Intanto gli advisor di Iride (Bnp Paribas e Banca Imi), ha spiegato Bazzano, hanno dato parere positivo al rapporto di concambio già in essere, vale a dire a 4,2 azioni della società ligure-piemontese per ogni titolo Enia.

A sua volta la società emiliana, che attende un responso (fairness opinion) dai suoi advisor (Mediobanca e Credit Suisse), non si aspetta colpi di scena su concambio: ''Non ci aspettiamo grandi modifiche - ha spiegato Andrea Viero - e penso che entro fine mese avremo la loro opinione''. Al via quindi prima dell'estate la nuova grande multitutily da circa 4 miliardi di euro di fatturato, 5mila dipendenti e una capitalizzazione di circa 1,5 miliardi di euro ''la terza nel settore delle utility - sottolinea l'ad dell'emiliana Enia - dopo Hera e A2a''. Il gruppo sarà strutturato su un nuovo modello, fortemente voluto da Bazzano, che prevede ''una holding snella che ha poteri di indirizzo strategici - spiega il presidente di Iride - e dei caposettore forti nella gestione del loro business''. Un modello che permettera' alle societa' operative sottostanti di svilupparsi più facilmente su ogni singolo business, dal gas all'acqua, dai rifiuti all'energia elettrica. ''Saremo il primo operatore in Italia nel settore del teleriscaldamento - precisa Viero - e il terzo nel settore del ciclo dell'acqua.


In sostanza siamo posizionati fra i primi tre operatori italiani nei singoli business''. Il nuovo aggregato ''il cui nuovo nome non è stato ancora deciso nonostante alcune anticipazioni di stampa (Iridenia o Irenia, ndr)'' dovrebbe avere come azionisti di controllo i Comuni di Genova e Torino (tramite la holding Fsu) con il 36% circa del capitale, i Comuni di Piacenza, Parma e Reggio Emilia con il 23,6%, il Fondo Equiter (gruppo Intesa Sanpaolo) con quasi il 3%, la Fondazione CariTorino con 2,5% e Amber Capital con poco più del 2%. L'organizzazione dei vari business sarà strutturata su sei società operative sul territorio (Genova, Reggio Emilia e Torino) che faranno capo alla holding che avrà sede a Reggio Emilia. Il consiglio di amministrazione di Iride-Enia sarà composto da 13 membri, come da statuto che fissa le competenze affidando la presidenza alla Fsu, la holding che controla Iride. Quindi gli azionisti del nuovo aggregato si troveranno molto probabilmente a votare la nomina di Roberto Bazzano (Iride) alla presidenza, di Andrea Allodi (Enia) alla vicepresidenza, di Roberto Garbati (Iride) come ad e Andrea Viero (Enia) come direttore generale. ''Il nostro - ha sottolineato Viero - è ormai un management team molto affiatato e ci piacerebbe continuare a lavorare insieme''.
Fonte: [Repubblica]







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