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CARTE REVOLVING
Spese senza sorprese con la tessera giusta
01-03-2010
Una carta per ogni esigenza. Proposte come alternativa al contante, le carte di pagamento (oltre a quelle di credito ci sono le prepagate e quelle di debito) costituiscono un universo molto articolato in cui il consumatore può muoversi per individuare lo strumento più adatto alle sue necessità. Dal "semplice" impiegato che non ha grandi esigenze e molto spesso si accontenta della carta proposta dalla banca presso cui ha aperto il conto corrente, al professionista che fa di questa tessera un vero e proprio strumento di lavoro: plafond elevato per far fronte anche agli imprevisti, carte secondarie per suddividere le spese di lavoro da quelle personali, un vero e proprio servizo di assistenza telefonica in grado di prenotare viaggi e risolvere piccoli disguidi così da risparmiare tempo e potersi concentrare sull'attività principale.

Il consumatore più smaliziato, anche senza le esigenze di un grande viaggiatore o di un professionista di alto livello, può comunque muoversi in questo mondo per individuare, anche tra le carte "base" soluzioni più o meno convenienti (il servizio di notifica via sms è gratuito?), più o meno sicure (c'è la possibilità di usare un codice virtuale su internet?) o semplicemente più piacevoli, magari anche solo dal punto di vista grafico. Certo, orientarsi può risultare difficile, sia per la velocità con cui si rinnova il settore (in alcuni periodi dell'anno si assiste all'arrivo sul mercato di una carta a settimana), sia per le caratteristiche di questi strumenti che nel corso del tempo si sono evoluti. Le prepagate, tanto apprezzate nel nostro paese, per esempio, nella loro modalità di funzionamento sono l'opposto di una carta di credito tradizionale, con la quale prima si spende e poi si rimborsa. Ma sono cresciute a tal punto che oggi sono in grado di svolgere alcune delle funzioni principali di un conto corrente.

Proposte dagli operatori del settore come valida soluzione per fare a meno del contante, le carte finora non sono riuscite a conquistare il settore dei micropagamenti, nonostante il passaggio all'euro abbia incrementato il numero di spiccioli presenti nei portafogli. Il 2010 potrebbe però essere l'anno decisivo su questo fronte, quello delle transazioni contactless, effettuate senza inserire o strisciare la carta nel terminale ma semplicemente avvicinandola ad esso e senza firmare la ricevuta o digitare il Pin. Più facile che bere un bicchiere d'acqua, recita lo slogan scelto da MasterCard per lanciare la sua soluzione, Paypass, in Italia (ma tra i grandi circuiti c'è anche la soluzione analoga Paywave di Visa).

«La maggior parte delle banche sta già scrivendo ai propri clienti per sostituire la carta tradizionale con quella dotata di tecnologia PayPass – spiega Paolo Battiston, general manager di MasterCard Italia –. Il cliente può anche richiedere direttamente presso tutte le banche che hanno adottato la nuova tecnologia».

Il sistema contactless è semplice, ma finora poco diffuso nel nostro paese. Per farlo decollare, del resto, serve che si raggiunga una massa critica sufficiente su due fronti: quello dei titolari delle carte di credito e quello degli esercizi commerciali, massa che finora ha stentato a formarsi. Negli ultimi tempi, però, lo scenario è cambiato, perché sono scesi in campo anche istituti bancari importanti come Intesa Sanpaolo e Bpm e si è puntato con decisione su Milano per la seconda fase.

«Questa iniziativa coinvolge circa 100mila clienti nell'area di Milano e provincia - spiegano da Intesa Sanpaolo -. Abbiamo mandato a casa la nuova carta a circa 55mila titolari di carta di credito Intesa Sanpaolo, ma le carte contactless possono essere richieste in tutte le filiali di Milano e provincia. È disponibile in questa versione sia la carta di credito che la prepagata SuperFlash».

In modalità contactless si concludono operazioni fino a 15-25 euro, ma c'è anche il passaggio successivo, cioè quello dell'acquisto effettuato direttamente con un telefono cellulare a cui è collegata la carta di pagamento. In questo caso non è più la carta che deve essere avvicinata al terminale, ma direttamente il telefonino dotato di tecnologia Nfc (Near field communication). Una soluzione che Visa sta sperimentando dalla fine di settembre in Valtellina con la collaborazione del Credito Valtellinese e di Key client cards & solutions e da qualche giorno in Emilia Romagna con Bper.

Le tipologie
Le carte di credito si suddividono in tre sottocategorie. La più diffusa è quella «a saldo». Consente al cliente di dilazionare il pagamento di beni o servizi acquistati. Nella maggior parte dei casi l'addebito in conto corrente avviene, senza oneri finanziari, entro il quindicesimo giorno del mese successivo a quello dell'acquisto. Si tratta invece di una carta di credito revolving (o rotativo) se il pagamento viene rateizzato. In questo caso però sull'importo finanziato (che non può eccedere un fido prestabilito) vengono calcolati interessi a carico del cliente. I tassi per le carte revolving possono essere anche molto più elevati rispetto ad altri finanziamenti. Per importi inferiori ai 5mila euro i tassi di interesse applicati sul credito rotativo possono superare anche il 20 per cento. A queste due tipologie di carte si affiancano anche le «co-branded».
Fonte: [Il Sole 24 Ore]







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