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NOTIZIE ECONOMICHE
Conti pubblici, l'allarme della Bce: 'Correzione entro il 2011' 11-03-2010
"La ripresa è lenta e discontinua". Francoforte: si rischiano più tasse

I Paesi dell’area euro dovranno mettere in atto un robusto intervento nel risanamento delle finanze pubbliche «ben oltre lo 0,5% del Pil». Il monito è stato lanciato dalla Bce nel suo Bollettino mensile, asecondo cui è comunque che l’economia mondiale registri «una ripresa più marcata del previsto». Quanto alle banche: devono fare un ulteriore sforzo per fornire credito a famiglie e imprese e per farlo dovranno ripatrimonializzarsi. L’allarme per lo stato di salute delle finanze pubbliche di molti Paesi dell’Eurozona è alto. «È della massima importanza», afferma la Bce, «che il programma di stabilità di ciascun paese dell’area euro definisca le strategie di uscita dalle misure di stimolo e le strategie di riequilibrio dei conti pubblici per il prossimo futuro. Ciò richiede interventi risoluti, in particolare da parte delle economie con alti livelli di disavanzo e debito». Francoforte scrive che «il processo di risanamento delle finanze pubbliche dovrebbe iniziare al più tardi nel 2011 e spingersi ben oltre il requisito minimo di correzione annua fissato dal Patto di stabilità e crescita allo 0,5%. La riforma della spesa va posta in primo piano». Circa l’andamento dell’economia la Bce sottolinea che nell’area euro la ripresa «è in corso, pur essendo destinata a procedere in modo discontinuo».

Per il 2010 si attende «un tasso di incremento del Pil in termini reali ancora moderato». Per quanto riguarda i prezzi la Bce prevede un’inflazione che dovrebbe collocarsi «intorno all’1% nel breve periodo e mantenersi moderata nell’orizzonte temporale rilevante per la politica monetaria», su livelli inferiori ma prossimi al 2%. L’istituto centrale rivede al rialzo le stime sulla crescita. «Gli esperti della Bce indicano tassi di espansione fra lo 0,4% e l’1,2% nel 2010 e tra lo 0,5% e il 2,5% per l’anno seguente». Rispetto al dato precedente, la revisione tiene conto «del notevole rafforzamento dell’attività su scala mondiale».

Per quanto riguarda il credito a famiglie e imprese la Bce spiega che «negli ultimi mesi le banche hanno proceduto nel ridimensionamento dei propri bilanci complessivi, ma dovranno dimostrarsi capaci di gestire questo adeguamento assicurando al tempo stesso la disponibilità di credito al settore non finanziario», appunto: le famiglie e le imprese. Secondo la Banca centrale europea, le banche «per raccogliere la sfida dovrebbero sfruttare il miglioramento delle condizioni di finanziamento e rafforzare ulteriormente le proprie basi patrimoniali, beneficiando appieno, laddove necessario, delle misure di sostegno pubblico a favore della ricapitalizzazione».

Fonte: [La Stampa]



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