soldi-online.com

La guida online al mondo dei soldi, della finanza e del credito

   
 
Homepage
Notizie Mutui
Notizie finanziarie
Notizie prestiti
Mercati finanziari
Notizie economiche
Notizie Leasing
Economia aziende
Economia familiare
Finanziamento Imprese
Libri Economia
Libri Finanza
Fondi investimento
Trading
Previdenza complementare
Media economico finanziari
Notizie credito
Carte revolving
Mutuo casa
TFR previdenza complementare
Notizie Fondi
Notizie Fiscali
Mercato Immobiliare
Credito al consumo
Credito Imprese
Notizie Investimenti
Notizie Borsa
Notizie Assicurazioni
Notizie RC Auto
Convegni Economia
Convegni Finanziari
Risparmio Energia
Prestito Aziende
Notizie Finanziamenti
Cessione del quinto
Gestione Risparmio
Notizie Risparmio
Mercato del Lavoro
Notizie Industria
Mercato automobilistico
Investimenti Tecnologia
Investimenti Trasporti
Mercato Energia
Mercato TLC
E-Commerce
Finanziamenti Online
Archivio notizie
Siti segnalati
Note legali
Contatti

 Iscriviti al feed RSS

soldi online rss xml feed RSS XML 2.0
BlogItalia.it - La directory italiana dei blog
 
soldi-online.com - La guida online al mondo dei soldi, della finanza e del credito
PRESTITO AZIENDE
Il finanziamento delle start-up. Come finanziare la propria attivita' nelle fasi di avvio.
23-03-2010
Come finanziare la propria attività nelle fasi di avvio è una decisione fondamentale, in grado di influenzare la redditività futura della tua impresa, se non la sua stessa sopravvivenza

La composizione delle fonti e il ciclo di vita

Il lancio di una nuova impresa richiede un notevole impegno: uno dei passi fondamentali è sicuramente il reperimento dei capitali necessari per finanziare la nascente attività. Qualora, come spesso accade, non si disponga delle risorse liquide necessarie, l'imprenditore può ricorrere a due fonti di finanziamento esterne, vale a dire il circuito bancario e gli investitori privati. Ricorrere al debito bancario significa individuare un piano di ammortamento con scadenze di pagamento periodiche, per cui alcune imprese possono valutare conveniente il ricorso ad entrambe le fonti, considerando che in una fase iniziale non è semplice stimare le entrate future.
E in effetti l'osservazione dei comportamenti tenuti dalle aziende sembra dimostrare che in fase d?avvio queste non ricorrano al solo debito bancario. Si tratta di una decisione obbligata in qualche caso (magari l?impresa non offre abbastanza garanzie alla banca), ma probabilmente c'è qualcosa di più: una strategia ben precisa.
In effetti ogni imprenditore sa che sarà sempre alla ricerca della strategia ottimale, in ogni momento della vita della sua azienda, per quanto concerne le forme di finanziamento più convenienti, ed è consapevole che il mix ottimale varia in relazione al ciclo di vita dell'azienda (start up, sviluppo, maturità, declino).
Concentrandoci sulle vendite e sui conseguenti flussi di cassa, è altamente probabile che nelle fasi iniziali tali valori siano ad un livello molto basso, per poi crescere esponenzialmente con la fase di maturità e infine stabilizzarsi. Partendo da simili ipotesi non è difficile dedurne le conseguenze, come illustreremo nel paragrafo seguente.


Il mix ottimale e il costo del debito
Di solito le start up ricorrono al debito in maniera molto cauta; con la crescita e il progressivo affermarsi dell'azienda sul mercato, le imprese tendono invece ad indebitarsi maggiormente. Il motivo è presto detto: nelle fasi iniziali gli utili, esigui o del tutto inesistenti, rendono alte le possibilità di fallimento, specie agli occhi di chi si trova nella posizione di decidere sulle condizioni di un finanziamento. In tali casi, i costi dei finanziamenti sono più alti in rapporto ad aziende già affermate sul mercato, che possono contare invece su flussi di cassa stabili o in crescita.
D'altro canto le aziende già esistenti da qualche tempo possono contare, oltreché su flussi di ricavi maggiormente stabili e prevedibili, anche su investimenti già in essere e, auspicabilmente, su una serie di utili accumulatisi nel tempo, ed è abbastanza ragionevole che gli investitori si sentano maggiormente cautelati nel prestare fondi all'impresa.
Anche il settore di attività influenza le condizioni e le necessità di finanziamento: un?azienda operante nel settore siderurgico, al limite, potrebbe sempre decidere di vendere gli impianti o i macchinari, se le cose si dovessero mettere male; si tratta beni tangibili, facili da liquidare.

Diverso è il caso di una web agency, ad esempio, il cui patrimonio è rappresentato anche e soprattutto da beni "immateriali", comunque difficilmente rivendibili sul mercato. D?altra parte, specie in fase di start up, un?azienda siderurgica richiederà ingenti capitali rispetto ad un?azienda che opera nel campo di Internet.

Non esiste una regola aurea: ogni impresa è un caso a sé, e nella valutazione delle strategie di finanziamento vanno tenuti in considerazione elementi come il settore, il flusso di ricavi, le risorse messe a disposizione dai soci, il grado di innovazione potenziale insito nell'impresa.

Quali altre fonti, dunque
La fase di avvio di un'impresa richiede un'adeguata copertura finanziaria, in considerazione della attività tipiche di questo periodo: la preparazione e la sperimentazione delle tecniche e dei processi che regoleranno l'impresa, la definizione di un prototipo (nel caso di un'impresa industriale), la ricerca e l'assunzione di personale, l'acquisizione dei locali e dei fattori produttivi, richiedono investimenti anche molto onerosi.
Alla luce delle considerazioni fin qui svolte, è chiaro che in qualche caso l?azienda proverà a ricorrere anche ad altre forme di finanziamento, che potremmo per certi versi definire complementari rispetto al debito bancario.
Si tratta di strumenti finanziari che raccolgono capitali presso investitori istituzionali - banche, fondazioni, assicurazioni, fondi pensione, altre imprese - e presso privati, per investirli in imprese non quotate ad alto potenziale di sviluppo.
Più in dettaglio, un'opportunità interessante è offerta dalla presenza di fondi di investimento privati (solitamente fondi mobiliari chiusi) che investono capitale di rischio con una prospettiva di medio-lungo periodo: si tratta della cosiddetta. attività di Private Equity, che nel caso di nuove imprese prende il nome di Venture Capital.
Il Venture Capital consiste nell'investimento di capitale di rischio in imprese nuove o in via di sviluppo, con l?obiettivo di conseguirne un ritorno economico nel medio-lungo periodo. I Venture Capitalist generalmente assumono partecipazioni di minoranza, raccogliendo le risorse necessarie dal pubblico, da investitori istituzionali o da altre imprese, per poi rivenderle ad un prezzo maggiorato. A fronte delle risorse messe a disposizione, il venture capital si adopera per offrire un importante supporto manageriale ai neo-imprenditori. Generalmente il suo apporto si rivela importante anche nell'instaurazione di relazioni proficue con clienti, fornitori e altri operatori del settore.
Bisogna dire che generalmente le società target sono imprese ad elevato potenziale, con notevoli tassi di crescita all'orizzonte. Possono essere imprese che offrono prodotti/servizi di successo nel proprio contesto, difficilmente imitabili o sostituibili, o imprese che operino in settori in cui ci sono elevate possibilità di espansione.
In alternativa, le piccole e medie imprese possono trovare una valida risposta nei Business Angels, una particolare categoria di investitori da qualche anno presente anche in Italia, per lo più rappresentata da ex-imprenditori o ex manager che dispongono di mezzi finanziari ed esperienza nel settore specifico. Oggi esiste un?Associazione, IBAN (Italian Business Angels Network) che rappresenta questa innovativa categoria di investitori informali, e che si adopera per facilitare il contatto tra domanda e offerta.
Ulteriori opportunità per le nuove imprese sono offerte dalla finanza agevolata: a questo riguardo sono moltissime le misure che si propongono di supportare le nuove imprese, come la legge sull'imprenditoria giovanile (L.95/1995), la legge 215/92 per l'imprenditoria femminile, gli incentivi a favore dell?autoimprenditorialità (D.L. n. 185/2000).
Può essere abbastanza complicato per un imprenditore alle prime armi orientarsi nell?oceano di così tanti strumenti: in questo contesto la banca gioca spesso un ruolo da "regista", nell'individuare le imprese più promettenti e metterle in collegamento con tali opportunità.

Lo sapevi che ?

L'Associazione Italiana del Private Equity e Venture Capital dall'86 riunisce la gran parte degli investitori istituzionali nel capitale di rischio presenti in Italia. Oltre a rappresentare i suoi associati, AIFI svolge un ruolo di diffusione, verso le imprese, della cultura del capitale di rischio e delle opportunità ad esso collegate.
L'EVCA (European Private Equity and Venture Capital Association), è l'associazione che riunisce tutti gli operatori di Private Equity e Venture Capital presenti sul mercato a livello europeo.

Fonte: [La Stampa]







Leggi altre notizie sullo stesso argomento:
PRESTITO AZIENDE >>>

CREDITO IMPRESE >>>

ECONOMIA AZIENDE >>>


 
bn: 41