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Il Fisco in Costa Azzurra. Caccia alle ville degli evasori
25-03-2010
Lettera a seimila proprietari. Spinta per l'ultima finestra dello scudo, il cui termine è previsto per il 30 aprile
Seimila lettere e seimila avvertimenti: l’Agenzia delle Entrate li ha inviati ai possessori di case, ville e loft in Costa Azzurra e in Gran Bretagna, mai dichiarati al Fisco. L’obiettivo è duplice: da una parte si vuole suggerire ai trasgressori che non l’avessero ancora fatto, di mettersi in regola aderendo allo scudo fiscale entro il termine ultimo previsto del 30 aprile. Dall’altra di impedire a chi non è ancora evasore di diventarlo. Non è un gioco di parole: fino ad oggi chi era proprietario di un immobile all’estero non aveva l’obbligo di denunciarlo se non produceva reddito. Dalla prossima dichiarazione dei redditi relativa all’anno d’imposta 2009, lo dovrà fare. Diversamente chi possiede una casa fuori dall’Italia, e l’affitta ha, da sempre, il dovere di pagare l’imposta sul reddito ricavato. Se non lo avesse mai fatto può usufruire della sanatoria dello scudo fiscale. Ma c’è un elemento in più. Dalle informazioni che l’Agenzia delle Entrate ha raccolto, grazie alla cooperazione con gli uffici fiscali degli altri paesi, risultano anche casi a dir poco sospetti.
Un esempio? Un piccolo imprenditore cinquantenne con moglie e due figli a carico soffre più di altri la crisi: il reddito che denuncia al fisco infatti subisce negli ultimi anni drastici ridimensionamenti, passando dai 23 milioni e 400 mila lire del 2000 addirittura ai 3 mila euro nel 2002 , guadagni da vero indigente. In seguito, pur con varie oscillazioni l’imprenditore riprende a guadagnare fino a riconquistare - ma rimanendo sempre sotto la media italiana pro capite - quota 18 mila euro. Una famiglia in difficoltà quindi se non fosse che dalla Costa Azzurra arriva la notizia di una villa a Cap d’Antibes, dimora estiva per vacanze e week end che si aggiunge all’abitazione di 7 vani in provincia di Torino. Tutte e due difficilmente mantenibili con 3 mila euro l’anno. Da qui il terzo avvertimento lanciato dall’Agenzie delle Entrate con le sei mila lettere: l’accertamento fiscale a tutto campo è alle porte. L’Agenzia guidata da Attilio Befera comunque, per ora, non chiede risposte alla missiva. Che potrebbe essere inviata anche altrove, visto che la nuova task force per il contrasto all’evasione fiscale internazionale, operativa dallo scorso ottobre ha raccolto i dati degli italiani proprietari di casa anche in altri paesi, a partire dalla Spagna e dagli Stati Uniti.
Si vedrà anche in questi casi quanti sono e dove risiedono. Già perché si è saputo che i seimila destinatari delle lettere già inviate a proprietari di immobili tra Nizza e Saint Tropez ed a Londra e dintorni sono contribuenti della Lombardia, del Piemonte e della Liguria. Il fisco vi guarda insomma. «Si, è un avvertimento, una campagna informativa: certo, è così, c’è qualcuno che i contribuenti li guarda anche all’estero », dice Emiliana Bandettini, capo della Task force e dei suoi cinquanta (a regime) componenti. «Siamo solo agli inizi» aggiunge rivelando che i proprietari di case all’estero, sui quali la task force ha messo gli occhi, sono diverse migliaia. «Il contrasto all’evasione fiscale fuori dei con fini nazionali, procederà con grande impegno, al pari di quello in Italia». Fonte: [corriere.it]
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