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MERCATO IMMOBILIARE
Il mattone e i risparmi salvano l'Italia 07-04-2010
Italiani, popolo di santi, navigatori, poeti ma soprattutto di risparmiatori. Un’indole, questa della formichina, che continua a risollevare le sorti delle famiglie soprattutto in tempo di crisi, quando tra le rate della macchina, del mutuo o del dentista non si riesce più ad arrivare neanche alla terza settimana.
Provare per credere. Se da questo momento si restasse senza stipendio, tre italiani su dieci si ritroverebbero poveri dopo 90 giorni. Un’incidenza, comunque, tra le più basse che si riscontrano nei sette Paesi più industrializzati del mondo (Canada, Finlandia, Germania, Italia, Norvegia, Regno Unito, Svezia e Stati Uniti). In condizioni analoghe, infatti, la stessa sorte spetterebbe a piu’ della meta’ dei canadesi e dei tedeschi (rispettivamente 57% e 52%) e al 46% degli inglesi.
Cosi’ come emerge da un “Tema di discussione” della Banca d’Italia (che non rappresenta la visione ufficiale ma uno solo uno stimolo alla discussione) che ha considerato gli indicatori di poverta’ tenendo conto anche delle attivita’ finanziarie e reali e non solo del reddito disponibile.
Sono, quindi, il gruzzolo che si accantona con fatica nell’arco di una vita e la propensione a investire nel mattone a rappresentare l’ancora di salvezza degli italiani, dal momento che possono essere utilizzati per far fronte ai momenti di crisi o quando le entrate si interrompono.
Leggendo lo studio emerge, infatti, che negli altri Paesi del G7 (dove si risparmia di meno) esiste un’ampia fascia di persone che, pur avendo redditi superiori alla poverta’, sono poi invece vulnerabili al verificarsi di eventi negativi.
Mentre l’Italia e’ il Paese “in cui questa fascia risulta piu’ limitata”, sia per una maggiore quota di risparmio precauzionale sia per l’ampia diffusione della casa di proprieta’”, che si dimostrano il miglior scudo possibile contro eventuali crisi.
Ad ulteriore prova del ragionamento, Bankitalia evidenzia come il BelPaese esibisca il reddito pro capite piu’ basso tra gli stati considerati, il 66% di quello statunitense contro una forchetta compresa tra il 71% e l’81% negli altri cinque Paesi.
Tuttavia, l’Italia ottiene risultati migliori sotto il profilo del benessere, con un rapporto tra ricchezza netta e reddito disponibile pari all'8,3%, contro l’8,2% della Gran Bretagna, il 7,4% di Francia e Giappone, il 6,4% degli Usa e il 5% abbondante di Canada e Germania.
Infine, gli italiani esibiscono la piu’ bassa incidenza di poverta’ relativa tra le famiglie il cui capo ha 55 anni o piu’, quando con ogni probabilita’ il mutuo e’ stato pagato e il sogno della casa di proprieta’ si e’ ormai realizzato.
Fonte: [Leonardo.it]



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