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In calo i prestiti alle imprese (-3 per cento) Piu' colpito il nord
08-04-2010
Il rischio di credit crunch non può dirsi superato. Almeno al centro-nord. A confermarlo è la Banca d'Italia nel suo rapporto sulle economie regionali. A dicembre 2009, infatti, i prestiti alle imprese si sono ridotti del 3% rispetto all'anno prima. In controtendenza il mezzogiorno dove il credito concesso alle aziende è aumentato dello 0,5 per cento. In aumento su tutto lo Stivale invece i finanziamenti alle famiglie. Analizzando più nel dettaglio l'andamento del credito alle imprese, la diminuzione più sensibile si registra al settentrione (-3,5%). Che significa -2,7% in Piemonte, -4,6% in Liguria e -3,8% in Lombardia. Tuttavia, le regioni con la forbice più larga rispetto a fine 2008 di più risultino il Lazio (-6,6%) e il Molise (-11,5%). In quest'ultimo caso però – sottolinea lo studio di via Nazionale – la variazione negativa è «imputabile per il secondo trimestre consecutivo a operazioni straordinarie nel settore energetico», al netto delle quali la contrazione degli impieghi arriverebbe al 3 per cento. Molto simile il quadro laziale dove, scomputando la contrazione del credito alle imprese energetiche, la riduzione si assesterebbe intorno all'1 per cento. Eccetto il Molise tutte le regioni meridionali fanno registrare volumi di finanziamento alle aziende in aumento: +4,3% in Sicilia, +1,2% in Puglia, +0,5% in Campania. Altrettanto uniforme l'affresco fornito dal trend dei prestiti bancari ai nuclei familiari: in tutta Italia nel quarto trimestre 2009 sono aumentati del 3,3 per cento. Anche in questo caso, sottolinea Bankitalia, «il tasso di crescita dei prestiti alle famiglie meridionali e risultato, in linea con la dinamica dei trimestri precedenti, superiore a quello del centro-nord». Al top stavolta si posizionano Puglia (+6,8%) e Calabria (+6,7%); in coda Valle d'Aosta ed Emilia Romagna. La sorte di aziende e famiglie torna comune se dalla quantità del credito si passa a scandagliarne la qualità. Tanto è vero che il rapporto delle sofferenze bancarie rispetto ai nuovi finanziamenti risulta identico per le famiglie (1,3%) e lievemente aumentato per le imprese (dal 2,4 al 2,5%). Per quanto riguarda i depositi bancari, Palazzo Koch evidenzia come, nell'ultimo scorcio dell'anno scorso, l'incremento sia stato del 4,3% rispetto ai 12 mesi precedenti. Con un arretramento di mezzo punto percentuale rispetto al terzo trimestre 2009. Il rallentamento ha riguardato tanto il nord quanto il sud, ed è stato più intenso per le famiglie che per le imprese. I tassi passivi sui conti correnti, infine, sono scesi rispetto a settembre 2009, portandosi allo 0,35 per cento. Fonte: [Il Sole 24 Ore]
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