Moratoria dei debiti: la liquidità lasciata nelle casse delle imprese fino allo scorso mese di febbraio sfiora i 460 milioni di euro. Sono 4.200 i mutui sospesi per dodici mesi dal sistema bancario a favore del mondo produttivo. Il presidente della Commissione dell'Abi-Campania, Giuseppe Castagna, fa il punto sui finanziamenti bancari all'economia regionale. Alle Pmi vanno oltre 36 miliardi dei 65,4 miliardi erogati complessivamente, in crescita (più 1,9 per cento alle aziende e più 5,6 per cento considerando anche le famiglie) rispetto al calo medio registrato a livello nazionale a gennaio 2010. Le banche, a fronte del sostegno all'economia, scontano però la difficile congiuntura. Aumentano infatti di quasi il 40 per cento, per circa 4 miliardi di euro, le sofferenze.
Quasi 460 milioni di euro lasciati nelle casse delle imprese campane fino allo scorso mese di febbraio: sono le quote capitale sospese per dodici mesi per effetto della moratoria dei debiti delle aziende regionali nei confronti del sistema bancario. A rivelare il sostegno da parte degli istituti di credito all'economia locale è il presidente della Commissione Abi-Campania, Giuseppe Castagna, che illustra le attività dell'associazione e fa il punto sulla situazione creditizia sul territorio. I finanziamenti delle banche alle imprese locali (comprese le famiglie produttrici) superano i 36 miliardi di euro a gennaio 2010, con un aumento dell'1,9 per cento rispetto al 2009; alle famiglie consumatrici vanno 23,8 miliardi con una crescita annuale del 10,2 per cento. Nel complesso sono pari a 65.4 miliardi di euro i prestiti bancari destinati all'economia campana, con un incremento del 5,6 per cento rispetto al mese di gennaio del 2009. Il credito al consumo registra un progresso del 10 per cento. "Le banche, anzi le imprese bancarie, lavorano al fianco delle aziende campane con l'obiettivo comune della crescita e dello sviluppo - osserva Castagna -. Le eccellenze e la rinnovata vitalità imprenditoriale di diverse aree regionali e meridionali dicono che questa collaborazione sta dando i suoi frutti. E le banche stanno continuando a fare la propria parte, soprattutto con un'intensa attività di finanziamento. Si tratta di un corretto sostegno al sistema economico, senza aiuti di alcun tipo - prosegue il numero uno della Commissione regionale delll'Abi - e in una fase in cui i tassi d'interesse, tradizionale strumento di guadagno da parte del sistema, è ai minimi storici e non offre, quindi, margini di profitto". Buono anche l'andamento dei depositi da parte della clientela sempre a gennaio di quest'anno: complessivamente 50 miliardi di euro, pari a un incremento di circa il 3,8 per cento. A fronte dell'ampio sostegno a famiglie e imprese, il settore bancario sconta ancora la difficile congiuntura economica sul territorio, con il risultato che le sofferenze crescono del 39,1 per cento per circa 4 miliardi di euro, mentre in Italia la crescita si attesta intorno al 41,5 per cento. Castagna si dice però ottimista, nonostante la crisi continuerà a manifestare i suoi effetti nel 2010. Le previsioni per quest'anno sono alquanto fosche a livello nazionale e peggiori rispetto ai risultati del 2009. In Campania la situazione "sarà un po' migliore", spiega il numero uno dell'Abi regionale, "grazie al maggiore adattamento alla crisi da parte delle imprese locali e al fatto che qui i morsi si sono avvertiti prima che in altre regioni". Castagna, alla presenza del neo presidente della Giunta regionale della Campania Stefano Caldoro e al coordinatore regionale del Pdl Nicola Cosentino, assicura di voler essere "un ponte di collegamento tra imprese, famiglie e istituzioni. Le banche sono un motore fondamentale per la ripresa. Il territorio ci consente di raccogliere istanze di imprese, enti locali e famiglie che riportiamo a livello centrale in Abi e che vengono poi tradotte in risposte concrete da parte delle banche sul territorio". In veste di direttore generale del Banco di Napoli, Castagna ricorda che il gruppo Intesa Sanpaolo ha fatto del territorio un modello di business con il mantenimento di ventitre istituti locali, di cui quello di via Toledo resta il più importante e dove il 95 per cento delle decisioni viene preso in loco. Quanto all'arrivo della Banca del Mezzogiorno, Castagna taglia corto: "Ben venga un nuovo concorrente. Siamo aperti al mercato", anche se "dobbiamo ancora capire come funzionerà". Fonte: [denaro.it]