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NOTIZIE ECONOMICHE
Italia, sistema bancario e' meno esposto rispetto competitor
07-05-2010
Il sistema bancario italiano e' meno esposto alla crisi rispetto ai competitor europei.

Lo si legge in un report presentato oggi dall'agenzia di ratings Moody's, che fa maggiore chiarezza rispetto alla nota diffusa ieri.

"L'Italia non deve reinventare il proprio modello economico", ha dichiarato questa mattina Alexander Kockerbeck, senior credit officer di Moody's, aggiungendo che lo sforzo che dovranno fare gli altri Paesi, che hanno avuto tassi di crescita piu' elevati durante gli anni di espansione economica, saranno "piu' brutali".

Nel nostro Paese non c'e' mai stata un'illusione della crescita economica basata sull'aumento dei prezzi di alcuni settori, come quello immobiliare, cosa che e' accaduta in Spagna per esempio, ha precisato Kockerbeck. Pertanto il nostro modello economico e' stato sempre abituato a tassi di crescita moderati, ma molto piu' sani rispetto a quello degli altri Paesi dell'area euro.

Moody's aggiunge che il vero tallone d'Achille per l'Italia e' la spesa per gli interessi sul debito. Un aumento dei tassi di interesse sui titoli di Stato italiani potrebbe mettere sotto pressione il deficit del Paese.

L'Italia comunque non e' in prima linea in questa crisi del debito pubblico, dato il basso indebitamento privato, l'alto tasso di risparmio delle famiglie e la migliore gestibilita' del debito pubblico.

"La vera sfida dell'area euro e dell'Italia sara' la moneta unica" e la competitivita', ha ribadito poi Alexander Kockerbeck, rispondendo ai cronisti che gli chiedevano se l'Italia riuscira' a gestire l'alto debito, come ha fatto gia' negli anni '90, quando la moneta unica non esisteva, anche in presenza dell'euro.

Maggiore chiarezza arriva poi dall'agenzia sul comunicato di ieri che includeva il sistema finanziario italiano tra quelli a rischio contagio, insieme a Spagna, Portogallo, Irlanda e G.B., anche se gli esperti di Moody's oggi non hanno voluto rispondere alle domande dei cronisti sul tema, spiegando di essere rappresentanti del settore sul debito sovrano e non di quello corporate.

Per quanto riguarda la posizione del settore bancario italiano, Emilio Zanetti, presidente del Consiglio di Gestione di Ubi B., a margine dell'assemblea di Icbpi, ha dichiarato che quello dell'agenzia di rating "e' stato un giudizio avventato".

"Le banche italiane sono assolutamente solide: hanno superato la crisi meglio di altri istituti di altri Paesi; ed in particolare le popolari sono molto legate al territorio, sono competitive e non operano in maniera speculativa e quindi svolgono un'azione di sostegno all'economia", ha proseguito il top manager.

"In un momento di grande crisi qualsiasi comunicazione finisce sotto la lente", ha concluso Kockerbeck, rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano di commentare le parole di Silvio Berlusconi, scagliatosi ieri contro le agenzie di rating.
Fonte: [BorsaItaliana]



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