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Mercato immobiliare tra investimento e crisi. Quanto rende il mattone
19-05-2010
In tempi di crisi e di austerita’, il mattone resta una delle poche certezze. Diventare proprietari di casa continua sicuramente a convenire: non solo si tratta di un bene di rifugio, ma anche perche’ fa dormire sogni tranquilli ai proprietari.
Al contrario, invece, delle notti insonni che stanno passando altri investitori che hanno optato per operazioni a piu’ alta redditivita’, ma dall’esito sicuramente piu’ incerto, soprattutto in questi giorni con le borse in rosso e l’euro ai minimi. Nonostante l’evidente flessione delle compravendite registrate negli ultimi due anni, gli esperti dell’immobiliare vedono, infatti, una luce in fondo al tunnel. Cosi’ come ha rilevato anche Bankitalia, secondo cui dopo mesi di cali e perdite, nei primi tre mesi del 2010, si sono consolidati tutti i segnali di stabilizzazione del mattone, con le agenzie che hanno cominciato a registrare compravendite in aumento, prezzi fermi e una riduzione del volume di incarichi a vendere rimasti inevasi. E per i prossimi mesi gli operatori sono ottimisti e stimano un ulteriore miglioramento nelle prospettive del mercato. Quindi, i fedelissimi degli immobili che si possono permettere di acquistare casa alla fine ci guadagnano sempre. Sul lungo periodo, infatti, la casa non tradisce e questo e’ uno dei pochi beni che tiene l’inflazione. Ci sono i dati di Tecnocasa a dimostrarlo. Secondo il report diffuso, il rendimento annuo lordo degli immobili nelle grandi citta’ italiane e’ pari al 3,8%. Un dato che, riferito al secondo semestre del 2009, e’ addirittura in linea con gli anni precedenti, confermando cosi’ una stabilita’ del trend. L’Ufficio Studi ha messo a confronto le dinamiche di crescita delle quotazioni degli immobili, dei canoni di locazione e dei rendimenti, nel periodo che va dagli inizi del 2001 fino al secondo semestre del 2009. E, analizzando nello specifico i dati, si scopre che le zone centrali mediamente rendono il 3,7% annuo lordo, quelle semicentrali il 3,8% e quelle periferiche il 4%. Mentre tra le grandi citta’ quella che ha il rendimento annuo lordo da locazione piu’ elevato e’ Verona con il 4,8%, seguita da Palermo con il 4,3%. A meta’ classifica, troviamo invece Roma (3,8%) e Milano (3,7%). Mentre Bari, Genova e Torino sono le citta’ con il rendimento inferiore (3,5%). Percentuali, comunque, sempre piu’ remunerative di quanto propone lo Stato. Basta pensare, infatti, che il rendimento netto del BoT annuale, al netto di tasse e commissioni, resta inferiore all’1%. E poi, al mattone va dato anche un altro merito: quello di non essere scoppiati. Tra tutte le bolle che si sono succedete negli ultimi anni (quelle speculative, finanziarie o delle carte di credito), il mercato immobiliare ha infatti scampato il pericolo, risentendo solo di una fase di stallo. Ma ora ha davanti a se’ solo un futuro roseo, soprattutto per quanto riguarda il settore delle nuove costruzioni che rappresenta uno degli elementi trainanti. Secondo un’analisi condotta dal Gruppo Immobiliare.it, attraverso i dati raccolti dal suo sito, nel 2009 le richieste per gli appartamenti di nuova costruzione sono infatti salite del 18%. A spingere la domanda e’ stata anche la maggiore facilita’ ad ottenere il mutuo per questa categoria di immobili, cui si aggiunge una certa disponibilita’ da parte dei costruttori a concedere prezzi “scontati” e il desiderio di ottenere una maggiore efficienza energetica. Fonte: [Leonardo.it]
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