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MERCATO IMMOBILIARE
Calano del 15,6 per cento le vendite di immobili commerciali
28-05-2010
Calo a doppia cifra per le vendite di immobili commerciali. Il 2009 si è chiuso a quota 66.020 transazioni, con una diminuzione del 15,6% rispetto al 2008. Male, soprattutto, i capannoni industriali (-19,6%), seguiti da negozi (-16%) e uffici (-10.1 per cento). Tutto sommato stabili le quotazioni medie degli immobili (-0,9% rispetto al 2008), che non hanno tuttavia inciso sulla robusta frenata del "valore di scambio" complessivo di questi beni: nel 2009, stimato in 19,7 miliardi di euro, -22,3% rispetto al "fatturato" 2008. A scattare la fotografia sul mercato degli immobili a destinazione diversa dall'abitativo, è stato l'annuale rapporto dell'Agenzia del Territorio, presentato, stamane, a Roma, assieme ad Assilea, l'Associazione italiana leasing, che raggruppa la quasi totalità degli operatori del leasing in Italia.

Al Nord-Ovest, transazioni in calo del 19,3 per cento. A livello territoriale, sono le regioni del Nord-Ovest a pagare il tributo più alto (-19,3% delle compravendite totali). A differenza, per esempio, del Sud, che segna riduzioni del 7,3%, mentre al Nord-Est e Centro, il gap torna a doppia cifra: rispettivamente, -16,1% e -16 per cento. Male anche le vendite nelle Isole, in contrazione del 12,6 per cento. Nessuna particolare novità sul fronte prezzi. Per un ufficio, il valore medio al metro quadro si attesta a 1.566 euro (-0,9% rispetto al 2008). Per un negozio, la cifra sale a 1.931 euro al mq (-1%), mentre è in rialzo la quotazione dei capannoni industriali (+1,1%), con un prezzo medio al mq di 545 euro.

Compravendite in leasing in diminuzione del 30 per cento. La situazione resta comunque difficile e penalizza, ulteriormente, il settore delle compravendite in leasing, che ormai rappresenta oltre un quarto dei volumi totali di scambio rilevati. «Lo scorso anno - ha dichiarato Maurizio Lazzaroni, presidente di Assilea - abbiamo perso oltre il 30%, con un allargamento della forbice tra prezzo di acquisto e prezzo di ricolloco del bene, stimata in -25 per cento». Lazzaroni vede un «2010 difficile», con i nuovi affari che subiranno ancora contrazioni, a causa dei prezzi degli immobili che continuano a non scendere, nonostante la crisi. Peraltro, ha aggiunto, perdiamo competitività anche in Europa. Nel 2006, ha spiegato Lazzaroni, la quota dell'Italia nel mercato europeo delle nuove transazione era del 4%, nel 2008-2009, del 6%-7%, mentre nel 2010, è scesa al 3,6 per cento. Quello che c'aspettiamo ora dal Governo, ha sottolineato, sono interventi strutturali di sostegno a un intero settore, anche alla luce del forte contributo del comparto del leasing alla buona riuscita della moratoria sui mutui, realizzata con l'Abi, la scorsa estate. Lazzaroni pensa «a un taglio o una completa eliminazione dell'indeducibilità Irap sulle svalutazioni. Ci darebbe ossigeno per resistere a una crisi che non è affatto superata».

La regolarizzazione degli "immobili fantasma" non è una sanatoria. Si è soffermato, invece, sulla norma inserita nella manovra 2010-2011, sull'attribuzione di una rendita presunta a tutti quegli immobili non regolarizzati entro il 31 dicembre, il direttore dell'Osservatorio mercato immobiliare del Territorio, Gianni Guerrieri. A oggi, su circa 2 milioni di immobili "fantasma", 500mila stanno "riemergendo" con le procedure previste. Si tratta, ora, ha spiegato, di lavorare sull'altro milione e mezzo di immobili, che se non verranno regolarizzati (con sanzioni ridotte a un terzo) entro fine anno, scatterà il calcolo della rendita presunta (e le sanzioni saliranno a un terzo del valore catastale). Guerrieri ribadisce, però, che la misura in questione non è «un condono mascherato». L'emersione dell'immobile, ha detto, è solamente ai fini della regolarizzazione catastale delle imposte evase negli anni, e quindi non sana eventuali altri illeciti, come, per esempio, gli abusi edilizi. In questi casi, ha ricordato, «il comune potrà tranquillamente esercitare i suoi poteri, incluso quello della demolizione del bene».
Fonte: [Il Sole 24 Ore]







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