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Tremonti: 1,3 miliardi di Euro da lotta all'evasione
08-06-2010
Il ministro difende la manovra e il federalismo fiscale. Berlusconi: pochi sacrifici, pagano gli impiegati pubblici
La lotta all'evasione fiscale porterà nelle casse dello Stato 1,3 miliardi di euro nel solo 2011. Lo assicura il ministro delle Finanze Giulio Tremonti, in una conferenza stampa a Lussemburgo al termine dell'Ecofin: «Avremo risultati straordinari, molto superiori alle attese. Sul 2011 ci aspettiamo entrate pari a 1,3 miliardi e a regime il risultato è stimato in 6,6 miliardi. Ma abbiamo ragione di credere che la cifra è sottostimata e che il risultato sarà molto migliore». Bene la discussione in Parlamento ma la manovra deve restare così, ha aggiunto, «a saldi e soldi invariati». Tremonti ha difeso anche il federalismo fiscale: «è l'unico modo per mettere sotto controllo la spesa pubblica. Sommando la manovra sui conti, la riforma delle pensioni, un modello diverso di lavoro, il federalismo fiscale, abbiamo messo insieme uno strumento di grande peso ed efficacia». Il premier Berlusconi ha invece ribadito, dall'assemblea di Federalberghi, che «in questa manovra sono stati chiesti pochi sacrifici» e tra le categorie interessate «c'è stata quella degli impiegati pubblici perché loro hanno visto aumentare i loro stipendi quasi del doppio rispetto ai privati».
PD: MANIFESTAZIONE IL 19 - Sul piede di guerra il Pd, che sta organizzando una manifestazione nazionale contro la manovra. Lo annuncia il segretario Pier Luigi Bersani su internet: l'appuntamento è per il 19 giugno al Palalottomatica a Roma. Un manifestazione «per un'altra politica economica, per la crescita e il lavoro - spiega Bersani -, contro una manovra ingiusta e sbagliata, per dare voce a tutti protagonisti colpiti dalle scelte del governo». In quella sede i democratici illustreranno anche la "contro manovra" messa a punto in questi giorni dalla consulta economica del partito, in collaborazione con i capigruppo in commissione di Camera e Senato. Tre i capitoli si cui il Pd chiede che si intervenga. Dal punto di vista fiscale i democratici vogliono che si riequilibri il carico della tassazione spostandolo dal reddito di impresa e di lavoro alla rendita, fino a una tassazione del 20 per cento, e cioè in linea con la media europea e che escluda i bot. All'interno di questo capitolo altre misure prevedono la reintroduzione della detassazione fino al 55 per cento per le ristrutturazioni edili, l'innalzamento della franchigia Irap per le piccole imprese. Un secondo fronte di intervento prevede l'allentamento del patto di stabilità interno per le pubbliche amministrazioni che destinino risorse agli investimento. Infine il Pd mira a reintegrare le risorse per la scuola. Fonte: [Corriere.it]
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