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NOTIZIE ASSICURAZIONI
Assicurazioni - L'indennizzo diretto non cancella le frodi 21-06-2010
A oltre tre anni dalla sua introduzione, è giunto il momento di fare un bilancio sul codice delle assicurazioni e in particolare sulla sua principale novità, l'indennizzo diretto. Ambiziosi gli obiettivi che ci si proponeva: ad esempio l'implementazione di nuove logiche liquidative, il ricorso a soluzioni contrattuali innovative e incentivanti, l'allargamento del confronto concorrenziale, la prevenzione delle frodi, la velocizzazione dei risarcimenti e la deflazione del contenzioso. Non sempre raggiunti i risultati, anche se la nuova procedura ha coperto la maggioranza dei sinistri risarciti nel triennio. I premi assicurativi invece, specie per alcune categorie di clientela, non sono diminuiti, avendo al contrario ripreso a crescere in modo tendenzialmente accentuato nel corso degli anni, evidentemente ad esito delle rilevazioni effettuate, che denotano segnali preoccupanti in modo particolare sul fronte delle frodi e su quello dell'aumento degli oneri per il risarcimento danni, specie per le cosiddette "micropermanenti". Ma quali le ragioni di una crisi tanto severa? Va detto anzitutto che, eccezion fatta per l'individuazione dell'interlocutore della compagnia assicuratrice (oggi il proprio assicurato, ieri il terzo danneggiato), le metodologie liquidative non sembrano essere mutate rispetto al passato, né sono cambiati i modelli o le prassi negoziali. Le questioni sembrano però altre e occorre indagarne le cause. In tema di risarcimento, specie del danno alla persona, nonostante le chiare indicazioni fornite dal codice delle assicurazioni e dalle sezioni unite della Cassazione, permane un'ingiustificata incertezza dei parametri risarcitori utilizzati dai giudici. Tale incertezza potrebbe, in futuro, addirittura esplodere e favorire autentiche derive risarcitorie qualora la Consulta – in tal senso sollecitata dal giudice di pace di Torino – finisse per dichiarare l'incostituzionalità dei parametri liquidativi. Quanto, invece, al problema delle frodi, l'indennizzo diretto non sembra aver risolto le precedenti criticità, anzi. Le procedure di accertamento delle responsabilità previste dalla Card (convenzione tra assicuratori per il risarcimento diretto) scontano le difficoltà di istruire correttamente le pratiche nei tempi – ristrettissimi – accordati alle imprese al fine di formalizzare l'offerta liquidativa; di qui la previsione di una dialettica istruttoria (tra la compagnia del responsabile e quella dell'assicurato danneggiato) destinata a esaurirsi in 30 giorni e fondata, in alcuni casi, su pericolosi sillogismi presuntivi.