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MERCATO IMMOBILIARE
Service tax: nuova imposta unica sugli immobili. Come funzionera' l'imposta sul mattone 13-07-2010
Nuova imposta unica sugli immobili. Dal 31 luglio dovrebbe entrare in vigore la cosiddetta Service Tax, tassa unica municipale su base terriotoriale e immobiliare. Il decreto attuativo dovrebbe arrivare, appunto, a fine mese insieme agli altri 5 decreti del federalismo fiscale e i sindaci dei comuni potranno gestirla dal 2012 in autonomia. Si tratta di una tassa che dovrebbe Ici (sulle seconde case), imposta ipotecaria e catastale, imposta di registro, Irpef riconducibile agli immobili, la Tarsu (rifiuti), un'imposta forfettaria sulle case fantasma e la cedolare secca sugli affitti. Secondo l'Adico (Associazione Difesa Consumatori) la "municipale" costerà 432 euro ad ogni italiano. Liguri ed emiliani tra i più tartassati, dovranno rispettivamente 670 e 611 euro. Record per i valdostani, 704 euro. Chiudono la classifica i molisani con 274 euro. Sopra la media nazionale, i marchigiani (586), i toscani (555), i lombardi (498), i piemontesi (472). Ma è solo una stima e per difetto.
Da un'analisi del Sole 24 Ore le città regine della "service tax" saranno Mantova, Bologna e Firenze. Un'imposta che si annuncia particolarmente ricca nel Centro-Nord, e che non sembra invece destinata a dare troppe soddisfazioni a chi amministra un comune del Mezzogiorno, o più in generale un centro medio-piccolo e lontano dalle aree più spumeggianti del mercato immobiliare. L'imposta sul mattone annunciata dal governo deve riunire sotto un cappello unico le tante voci del fisco immobiliare che oggi finiscono nelle tasse di comuni e stato. Anche questa novità è sottoposta alla regola della «invarianza» della pressione fiscale complessiva, fissata dalla legge, ma a seconda degli ingredienti che andranno a comporre il tributo i conti per i singoli contribuenti potrebbero cambiare rispetto a oggi. A spingere in alta classifica i comuni grandi e quelli settentrionali sono soprattutto due fattori: il dinamismo del mercato e il livello degli affitti, che a Milano raggiunge livelli impensabili a Vibo Valentia, Catanzaro o Crotone, e il grado di aggiornamento delle rendite catastali, su cui si basa il gettito dell'Ici e quello dell'imposta di registro applicata alle compravendite. Il tasso di evasione, naturalmente, dà il proprio contributo ad ampliare queste differenze. Fonte: [edilio.it]