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NOTIZIE MUTUI
Prestiti piu' cari, conti correnti piu' generosi 08-06-2007
Mutui più cari, per chi ha scelto in passato un prestito a tasso variabile e non aveva aprofittato dei tasi bassi per fissare per sempre la rata, dopo il nuovo rialzo deciso dalla Bce che ha portato il costo del denaro al 4%. L'incremento del costo del denaro deciso dalla Banca centrale dell'area euro si farà sentire soprattutto sui prestiti, con un aggravio che le associazioni dei consumatori arriverà fino a oltre 340 euro all'anno per i mutui I mutui (cresciuti enormemente negli ultimi anni: dal 2004 al 2006 l'ammontare, secondo i dati della Banca d'Italia, è passato da 184 miliardi a 225 miliardi di euro). Più costose poi le rate sul credito al consumo, ma aumenteranno in parallelo anche i tassi di interesse pagati dalle banche sui soldi depositati dai risparmiatori sui conti correnti. Qualche beneficio arriverà inoltre anche per chi deciderà di investire in Bot e Cct i cui rendimenti saliranno a partire dalle prossime aste.
MUTUI PIÙ CARI FINO A 340 EURO - Per 100.000 euro presi in prestito a 10 anni con un tasso del 5,75% l'Adusbef calcola un rincaro di 148,80 euro l'anno. Per lo stesso importo, con lo stesso tasso del 5,75%, a 15 anni l'aumento della rata annuale sarà invece, sempre secondo l'associazione dei consumatori, di 159,60 euro annui, mentre a 20 anni l'aumento è di 170,40 l'anno. Per un mutuo da 200.000 euro il rincaro a 10 anni è di 297,60 euro l'anno, a 15 anni è di 319,20 e a 20 anni è di 340,80 l'anno.
RATE - Con il rialzo dei tassi diventa più oneroso anche ricorrere al credito al consumo e quindi acquistare tutti quei prodotti, dalla tv agli elettrodomestici, dalle auto ai viaggi, che si pagano sempre più spesso con pacchetti di rate, concessi da banche e finanziarie.
CONTI CORRENTI PIÙ RICCHI - A compensare, almeno in parte, gli aggravi dovrebbero arrivare i rialzi «contestuali» dei tassi di interesse. Il decreto Bersani, rafforzato da una circolare emessa a fine febbraio, stabilisce infatti la simmetria tra l'adeguamento dei tassi chiesti dalle banche sui soldi dati in prestito ai clienti e quelli pagati ai risparmiatori sui soldi depositati sui conti correnti. Adottare le indicazioni dettate dalla Bce non è obbligatorio. Tuttavia, se la banca decide di applicare il rialzo ai tassi sui prestiti deve farlo obbligatoriamente anche sui depositi. «Tale simmetrica scelta - afferma l'Adusbef - porterà nelle tasche di correntisti e risparmiatori (il monte depositi ammonta, secondo l'ultimo bollettino Bankitalia, a 709 miliardi di euro circa) 1,773 miliardi di euro».
STATO PIÙ INDEBITATO - L'aumento dello 0,25% dei tassi, ricorda l'Adusbef, costerà infine allo Stato italiano, indebitato per 1.607 miliardi di euro, la somma a breve (12 mesi) di 0,86 miliardi di euro (su CCT e BOT), di 4 miliardi di euro sul totale del rinnovo del debito pubblico (1.607,721 miliardi di euro).
Ecco una tabella che mostra l'aumento della rata mensile di un mutuo da 200mila euro a 10, 15 e 20 anni con un rialzo del tasso dello 0,25% dal 5,50% al 5,75% (dati espressi in euro secondo le elaborazioni dell'Adusbef).
DURATA MUTUO VECCHIA RATA NUOVA RATA VAR.MESE VAR.ANNO ---------------------------------------------------------------- 10 ANNI 2.170,60 2.195,40 24,80 297,60 15 ANNI 1.634,20 1.660,80 26,60 319,20 20 ANNI 1.375,80 1.404,20 28,40 340,80 Fonte: [Il Messaggero.it]