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Osservatorio Assofin-CRIF-Prometeia: rallenta la crescita del credito alle famiglie
14-06-2007
Rallenta il mercato del credito. Colpa forse della politica monetaria della Bce o di un mercato immobiliare poco vivace, fatto sta che le famiglie italiane nel 2006 hanno chiesto meno prestiti. In compenso rischiano di più e a condizioni migliori.
E' questo il quadro che emerge dal rapporto dell'Osservatorio sul Credito al Dettaglio, realizzato da Assofin, CRIF e Prometeia e presentato oggi a Milano.
Considerando il complesso degli operatori, a fine 2006 il mercato ha registrato un incremento del +10,8% a fronte del +12,4% del 2005.
Secondo i ricercatori dell'Osservatorio, la domanda di credito ha risentito di una dinamica più riflessiva del mercato immobiliare e della politica monetaria più restrittiva della Banca Centrale Europea, mentre ha ricevuto un importante sostegno dal miglioramento del ciclo economico, dall'evoluzione strutturale dei comportamenti finanziari delle famiglie, nonchè dalla continua innovazione e flessibilità dell'offerta.
Il credito al consumo rimane comunque la forma di finanziamento preferita dagli italiani pur presentando un moderato rallentamento dei ritmi di crescita: il comparto si è attestato a un +17%, perdendo così quasi quattro punti percentuali rispetto al dato 2005 e stabilizzando l'incidenza sul totale prestiti alle famiglie al 19%, per un valore di 90 miliardi di euro.
L'incidenza del credito al consumo sul Pil è, invece, passata al 6,1% ,la più bassa d' Europa. Rallentano anche i mutui immobiliari: nel 2006 la crescita è stata pari al 12,5%, quasi 5 punti in meno rispetto all'anno precedente.
Stando al rapporto, durante l'anno è proseguita inoltre la tendenza all'aumento degli importi erogati, l'allungamento delle scadenze e la diminuzione della quota di mutui a tasso variabile. Sia che si tratti di mutui che di credito al consumo, si conferma comunque la tendenza verso un graduale miglioramento della rischiosità complessiva del credito alle famiglie, che si attesta a fine 2006 su valori più contenuti di quelli registrati a fine 2005 e nel 2004. Fonte: [Il Sole 24 Ore]
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