La politica monetaria attuata dalla Bce e la dinamica più riflessiva del mercato immobiliare hanno pesato nel 2006 sul mercato del credito alle famiglie, la cui crescita frena attestandosi al 10,8% a fronte del 12,4% del 2005. E' quanto emerge dalla ventiduesima edizione del rapporto annuale dell'Osservatorio sul credito al dettaglio realizzato da Assofin, Crif e Prometeia e presentato oggi a Milano.
Secondo i dati rilevati dall'Osservatorio la componente del credito al consumo ha evidenziato nel 2006 una dinamica più vivace rispetto alle altre forme di finanziamento, pur presentando un rallentamento dei ritmi di crescita. L'incremento delle consistenze nel comparto si è infatti attestato al 17%, inferiore di quasi il 4% rispetto al dato di fine 2005, stabilizzando l'incidenza sul totale prestiti alle famiglie al 19% e raggiungendo i 90 miliardi di euro. L'incidenza del credito al consumo sul Pil è invece passata al 6,1% e resta la più bassa d'Europa.
Continua a rallentare nel 2006 la crescita delle consistenze nel comparto dei mutui immobiliari alle famiglie: fermatasi al 12,5% a fronte del 17,4% di fine 2005 ha raggiunto una dimensione di circa 244 miliardi di euro. Il rallentamento della crescita, secondo l'Osservatorio, è ascrivibile alla minore vivacità del mercato immobiliare, che mostra indicatori inferiori rispetto a quelli del biennio precedente. Inoltre, la politica monetaria praticata dalla Bce può avere in parte limitato la domanda di nuovi mutui. Nel 2006 si sono poi accentuate la tendenza all'aumento degli importi erogati (il 72% superano i 100.000 euro), l'allungamento delle scadenze (prevalgono quelle a 25 anni) e la diminuzione di circa il 10% della quota di mutui a tasso variabile. In entrambi i comparti (credito al consumo e mutui) e per tutti gli operatori, si conferma la tendenza verso un graduale miglioramento della rischiosità complessiva.
Per quanto riguarda il credito al consumo, il 2006 ha visto un incremento dell'1% della quota di mercato degli operatori specializzati e una crescente focalizzazione verso il credito diretto, in particolare i prestiti personali e la cessione del quinto dello stipendio. Il flusso del credito al consumo erogato nel 2006 dalle banche generaliste ha quasi raggiunto i 15 miliardi di euro, quello erogato dalle istituzioni finanziarie specializzate è pari a circa 50 miliardi di euro.
I finanziamenti finalizzati ad acquisti nel settore della mobilità restano la forma tecnica più consistente in termini di flussi erogati (41,6% del totale), pur segnando un aumento di solo il 3,7% rispetto al +10,8% del 2005. In ripresa del 4,8% rispetto alla flessione dello 0,6% del 2005 il segmento dei finanziamenti per gli acquisti in settori quali arredamento, elettronica ed elettrodomestici. Frena, invece, l'arredo.
Per quanto riguarda le previsioni, secondo Assofin, Crif e Prometeia, nei prossimi anni il ricorso al credito delle famiglie dovrebbe continuare a rafforzarsi, in linea con quanto accade negli altri paesi della Ue. La crescita dei finanziamenti erogati dovrebbe attestarsi al +9,7% a fine 2007, al +8,3% nel 2008 e al +7,5% nel 2009, privilegiando la componente del credito al consumo che, nel 2009, dovrebbe attestarsi al 21,6% circa rispetto al 19% del 2006, mentre i mutui dovrebbero mantenere un'incidenza al di sopra del 52% in tutto il triennio in esame. Si prevede che il credito al consumo cresca a un ritmo del +14,5% nel corso del 2007 e del +12,5% medio nel biennio 2008-2009. Il comparto dei mutui immobiliari dovrebbe invece confermare nel 2007 il rallentamento evidenziato nel primo trimestre dell'anno in corso: nel biennio successivo la crescita dovrebbe attestarsi al +8,7% nel 2008 e al +7% a fine 2009. Fonte: [Alice Notizie]