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CREDITO AL CONSUMO
Se l'Italia scopre i consumi a credito 20-06-2007
Se un'importante banca d'affari come la statunitense Lehman Brothers punta ad effettuare in Italia investimenti nel settore del credito al consumo, se un'istituzione finanziaria come Mediobanca trae già da qualche anno ragguardevole parte dei propri profitti dalla Compass, che si occupa per l'appunto di finanziamenti, significa che nel Paese delle formiche qualcosa é cambiato.
Del resto una ricerca dell'operatore francese Cofidis, citata di recente dal Sole 24 Ore, mostra che in Italia la percentuale di consumi delle famiglie finanziata dal credito è salita dal 1995 al 2005 del 15,8% annuo, il tasso di sviluppo più altro - se si esclude la Grecia - nell'Europa continentale. Tanta vigorosa crescita in finanziamenti personali e cessioni del quinto dello stipendio è comunque il segno che gli italiani stanno solo recuperando: a fine 2005 la percentuale di consumi tricolori finanziata attraverso il credito era dell'8,7% contro una media europea del 13,7% e un dato tedesco - la Germania è da questo punto di vista il più «americanizzato» dei Paesi continentali - del 17,6%.
E allo stesso modo la cifra media per cui ogni italiano si è indebitato per i suoi consumi nel 2005 resta relativamente bassa: 1.237 euro contro i 2.704 dei tedeschi e gli oltre 4.700 dei britannici. Ma la crescita dell'indebitamento sta a riflettere un aumento dei consumi o invece la difficoltà delle famiglie di fare fronte a spese che fino a qualche anno fa venivano agevolmente coperte dal reddito corrente?
La risposta più corretta è probabilmente la prima anche perché sono proprio le famiglie, con una crescita dei consumi vicina al 2% su base annua, a spingere il Pil nei primi mesi del 2007. Certo, di fronte a questo quadro resta tutto da vedere l'effetto di un probabile aumento dei tassi d'interesse. Fonte: [La Stampa]