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NOTIZIE PRESTITI
BANCHE/ ABI: NESSUNA DIFFERENZA DINAMICA PREZZI RACCOLTA E PRESTITI
29-07-2007
Tra giugno 2006 e maggio 2007, primo periodo di applicazione della legge Bersani, non vi è stata alcuna differenza fra l'andamento dei prezzi delle principali forme di raccolta e di prestiti bancari verso il settore delle famiglie. È questa la conclusione di una nota ufficiale dell'Abi, basata sui dati pubblicati dall'Eurosistema (Bce-Banca d'Italia), inviata oggi al Ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, al Ministro dello Sviluppo economico, Pierluigi Bersani, al Governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, al Presidente dell'Antitrust, Antonio Catricalà, e alle Associazioni dei consumatori. Per l'Abi sono quindi infondate le stime secondo cui, nel periodo di riferimento, le banche avrebbero praticato politiche di tasso in contrasto con le norme Bersani.

Viene analizzata l'evoluzione dei tassi delle principali forme di raccolta e di impiego nel segmento famiglie, per il periodo compreso tra giugno 2006 (mese precedente all'introduzione della normativa che regolamenta la variazione dei tassi d'interesse) e maggio 2007 (ultimo dato disponibile), periodo nel quale i tassi di politica monetaria della Bce sono aumentati di 100 basis point. La nota,, spiega l'Associazione Bancaria in un comunicato, esamina la reazione dei tassi bancari, rispetto alle decisioni di politica monetaria, prevalentemente nell'ambito del mercato dei conti correnti, dei mutui e del credito al consumo.

Alla luce dei dati analizzati, Abi non ritiene condivisibili, né trovano riscontro oggettivo, le stime circolate negli scorsi giorni secondo cui nel periodo preso a riferimento le banche avrebbero praticato politiche di tasso nei confronti della clientela in contrasto con le norme contenute nella legge Bersani e tali da aver generato un maggior margine di 5,3 miliardi di euro (cifra che sarebbe pari addirittura a quasi il 15% del margine d'interesse complessivamente registrato nel 2006 dall'intero settore bancario italiano).

Nel dettaglio, l'Abi spiega che, per quanto riguarda i conti correnti, l'analisi dell'andamento dei tassi d'interesse indica come l'aggiustamento attuato, in seguito all'aumento dei tassi deciso dalla Bce, sia stato pressoché identico per i tassi attivi e i passivi. Con il risultato che il differenziale tra questi tassi è diminuito di 3 punti base: infatti mentre il tasso applicato sugli scoperti di conto corrente è aumentato di 29 punti base, quello sui depositi è cresciuto di 32. Ciò significa che la clientela bancaria non ha subito alcuna penalizzazione in conseguenza dell'incremento dei tassi di policy.

Per i mutui, lo spread applicato non ha subito cambiamenti di rilievo, attestandosi tra le diverse di tipologie di mutui offerti sul mercato in un margine che va da -0,08 a 0,03 punti percentuali. Per esempio: lo spread tra il tasso sui mutui a tasso variabile e l'Euribor a 3 mesi è andato diminuendo di 8 basis point, e quello sui mutui la cui durata originaria del tasso è superiore ai 10 anni e l'Irs a 10 anni (parametro di riferimento utilizzato per determinare il tasso di interesse) ha registrato un incremento di 3 basis point.

Quanto al segmento del credito al consumo, il livello dei tassi si è ridotto in modo consistente nel periodo considerato. l'Abi rileva, ad esempio, che il tasso sul credito al consumo a tasso variabile ha registrato una diminuzione di 11 punti base, quello sul credito al consumo con durata originaria del tasso compresa tra 1 e 5 anni si è ridotto di 28 punti base e quello sul credito al consumo con durata originaria del tasso superiore a 5 anni è aumentato di 49 punti base. Il risultato è una consistente diminuzione degli spread, rispetto ai parametri di riferimento, che va da -0,06 a -1,19 punti percentuali.
Fonte: [Alice Notizie]







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